Zombicide, ogni tanto ci vuole anche fortuna

Abbiamo sentito distintamente gli spari. Arrivavano dal Mall, uno dei primi edifici in cui la gente ha provato a cercare rifugio, quando è cominciata l’apocalisse. Tutta colpa di Romero! I centri commerciali non sono affatto sicuri come ci hanno fatto credere a forza di film sugli zombi: troppe porte, troppi varchi da tenere sotto controllo e un’area vasta. Dannatamente vasta. Basta che un solo bastardo diversamente morto si sia nascosto in uno sgabuzzino o nei parcheggi interrati, che l’intera struttura collassa.

Ma gli spari che abbiamo sentito erano chiaramente la prova che qualcuno era riuscito a cavarsela in quell’infernale carnaio. E il nostro gruppo era ancora troppo esiguo per sperare di potersela cavare in caso di attacchi da parte di grosse mandrie di zombi. Abbiamo bisogno di ogni uomo e donna validi per garantirci la necessaria potenza di fuoco.

Un crollo ha bloccato la macchina su cui viaggiavamo. Dal Mall abbiamo sentito degli spari. Altri sopravvissuti?
Un crollo ha bloccato la macchina su cui viaggiavamo. Dal Mall abbiamo sentito degli spari. Altri sopravvissuti?

Abbiamo trovato un ingresso secondario del Mall, penetrando nell’edificio in rovina. Attraverso le vetrine abbiamo visto alcuni schifosi zombi mutati strascinarsi nella galleria centrale. Gli spari arrivavano da questa sezione. Dovevamo agire rapidamente. Come noi, anche i morti che si aggirano qui intorno hanno sicuramente sentito i rumori e c’è da scommettere che si stanno già avvicinando al centro commerciale, nella speranza di trovare un bel pasto fresco. Nessuno di noi ha intenzione di fare da dessert agli zombi.

Dannati zombi. Sentono i rumori meglio di quando erano vivi e si ammassano contro le porte del Mall. Sarà stata forse Suzie Pecora ad attirarli qui?
Dannati zombi. Sentono i rumori meglio di quando erano vivi e si ammassano contro le porte del Mall. Sarà stata forse Suzie Pecora ad attirarli qui?

Il raid dentro il market è stato rapido. Cominciamo a essere piuttosto bravi nello zombicidio, ma abbiamo avuto anche una dannata fortuna a trovare subito i due tizi che si erano rifugiati nel Mall. Un impiegatuccio di nome Doug dallo sguardo allucinato e una manager del centro commerciale, che è rimasta rintanata qui dentro da quando è iniziato questo maledetto cataclisma.

Il saccheggio del centro commerciale ci ha consentito di trovare parecchie armi e di salvare Doug e Neema
Il saccheggio del centro commerciale ci ha consentito di trovare parecchie armi e di salvare Doug e Neema

Dal primo piano abbiamo visto che i nostri movimenti non sono passati inosservati. Accidenti quanti sono! Una mandria di mostri putrescenti si è già schierata davanti al portone dal quale pensavamo di fuggire. E purtroppo pare proprio che sia l’unica via davvero praticabile per arrivare alle auto parcheggiate fuori e risparmiate dal fuoco e dai disordini che si sono verificati dopo l’annuncio dell’epidemia.

Neema, la executive che abbiamo salvato si è dimostrata preziosissima. Sapeva dove vengono tenute le scorte di gasolio per il generatore di emergenza del Mall. Abbiamo svuotato un bel po’ di bottiglie di Dom Perignon (ma una me la sono nascosta per festeggiare, sempre che fossimo riusciti a uscire vivi da quell’inferno). In breve abbiamo preparato un bel po’ di cocktail esplosivi: avremmo fatto flambé di zombi!

Raoul ha riempito di gasolio il serbatoio del suo piccolo lanciafiamme. Ogni tanto mi fa paura più degli zombi. Eravamo pronti.

Non ci sono parole per descrivere cosa ci siamo trovati di fronte, quando abbiamo spalancato le porte del Mall. Centinaia di quei mostri puzzolenti hanno subito avvertito il nostro odore (è anche un bel pezzo che nessuno di noi fa una doccia come Dio comanda) e dalle loro bocche morte si è levato un mugghio agghiacciante. Non sono bravo con le parole, ma non credo che scorderò presto quel verso da incubo.

Centinaia di zombi si sono ammassati davanti all'unica uscita che dava direttamente sul parcheggio. Maledetti! E non vi dico l'odore!
Centinaia di zombi si sono ammassati davanti all’unica uscita che dava direttamente sul parcheggio. Maledetti! E non vi dico l’odore!

Abbiamo iniziato a sparare. E a sparare. E ancora a sparare. L’odore di cordite era così penetrante che a un certo punto ha superato anche il fetore degli zombi. O almeno di quelli ancora in piedi, barcollanti e maciullati dai proiettili a espansione trovati nel negozio Johnny’s Guns & Rifles.

Abbiamo dato fondo a tutta la nostra riserva di munizioni, ma alla fine lo zombicidio è stato completato
Abbiamo dato fondo a tutta la nostra riserva di munizioni, ma alla fine lo zombicidio è stato completato

Quella matta di Amy (ma dopo quello che è accaduto, devo dire che siamo diventati un po’ tutti leggermente squilibrati), ha aspettato che il fumo della sparatoria di diradasse, per lanciarsi con la sua assurda katana in mezzo ai mostri rimasti, facendoli letteralmente a fette. Vi lascio immaginare come era conciata quando ha finito la sua opera di bassa macelleria.

Purtroppo non era finita. L’urlo di Elsa ci ha fatto voltare, appena in tempo per vedere dal fondo della strada emergere una mostruosità disumana. Una specie di zombi alto il doppio degli altri. Anche gli altri morti, sebbene non abbiano più un briciolo di intelligenza, si tenevano a distanza, come se temessero di finire tra le grinfie di quell’orrore!

Arriva l'Abominio!
Arriva l’Abominio!

E poi c’erano altri morti infetti, pieni di pus e con il sangue contaminato da chissà quali veleni, utilizzati dall’esercito all’inizio dell’apocalisse per distruggerli. E invece li hanno resi ancora più pericolosi degli altri cannibali.

Non potevamo indietreggiare. Già altri schifosi si stavano avvicinando e le auto erano oltre il colosso. Ma dove non arrivano i fucili d’assalto, le asce e i proiettili a espansione, si può sempre ricorrere al … fuoco.

Una molotov ben scagliata e una sventagliata di fiamme liquide dall’aggeggio di Raoul ci hanno spianato la strada. L’abominio, avvolto da un sudario infernale, è corso via ondeggiando. Non so se è sopravvissuto, ma sinceramente non mi interessa neppure indagare. Mi auguro solo di non vederlo mai più in vita mia.

Il resto è confuso nella mia memoria (sarà anche colpa del Dom Perignon che mi sono scolato mentre scrivevo queste poche righe). Ci siamo fatti largo sparando all’impazzata verso il parcheggio. Gli zombi cadevano come birilli e le auto, grazie a Dio, erano ancora funzionanti.

DAI GAS! DAI GAS! Via da qui, presto!
DAI GAS! DAI GAS! Via da qui, presto!

Siamo vivi, ancora.

 

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