Kingsport's Festival: la plancia di gioco a fine partita

Andiamo a Kingsport stasera … ho sentito che c’è un festival!

A Kingsport sono dei festaioli. Non organizzano mai la sagra della porchetta o la festa della lenticchia, ma ogni anno mettono in piedi un festival che neppure a Sanremo! Solo che al Kingsport’s Festival, di solito, si sacrifica qualche innocente e si celebra la coppia più bella del mondo. Claudia Mori e Adriano Celentano? No!

Madre Hydra e Padre Dagon!

Il tabellone di Kingsport's Festival a inizio partita
Tutto è pronto per celebrare il famoso Kingsport’s Festival! Ma non si tratta della sagra del cotechino

Kingsport’s Festival, gioco ideato da Andrea Chiarvesio e Giacomo Santopietro, è una (bella) evoluzione di Kingsburg in salsa Lovecraftiana. Siamo chiamati a gestire un culto blasfemo che adora i Grandi Antichi. Tra un’invocazione a Nyarlathotep e una giga con i Magri Notturni, occorre investire in preziose risorse (il Male, la Morte, la Distruzione … giusto per stare in allegria) con lo scopo di propagarsi come un cancro maligno per la cittadina e, nel frattempo, rintuzzare le incursioni di quegli “spacca zebedei” degli investigatori che, quattro volte a partita si inventano di venire a rompere le uova putrescenti nel paniere dei poveri cultisti del Male.

Gli investigatori di Kingsport's Festival
Nell’arco dei 12 turni di una partita a Kingsport’s Festival, per quattro volte gli investigatori appaiono per dare una lezione ai cultisti che, poverelli, stanno cercando solamente di portare devastazione totale nell’Universo

In Kingsport’s Festival ogni turno (equiparabile a un mese di tempo nella cittadina maledetta) si compone di una serie di fasi che si ripetono in una routine sempre uguale. Dapprima si determina l’ordine per quel turno tra i giocatori. Successivamente, con un meccanismo identico a quello di Kingsburg, ognuno piazza i propri dadi sulle carte delle divinità e dei mostri lovecraftiani che circondano la plancia, per ottenerne i favori (spesso in cambio di preziosa Sanità mentale).

Raccolti gli oscuri premi concessi dai Grandi Antichi, ogni culto può propagarsi come un fungo infetto nelle varie locazioni di Kingsport, ciascuna delle quali richiede il sacrificio di risorse (Morte, Male e Distruzione). In cambio, si può piazzare il proprio marcatore di culto sul luogo prescelto per ottenere punti vittoria (Punti Culto) e dei vantaggi specifici, diversi in ogni zona della cittadina.

La fase di Invocazione a Kingsport's Festival
Il culto giallo investe tutti i suoi dadi per arruffianarsi il vecchio Nodens, mentre il vicino culto rosso utilizza tutta la sua (empia) energia per fare il cascamorto con Madre Hydra
Kingsport's Festival: la fase della propagazione dei culti in città
Con i doni ottenuti dagli dei oscuri durante la precedente fase di Invocazione, i culti di Kingsport’s Festival si propagano come colorati M&Ms per tutta la cittadina del Massachussets

Al termine della fase di propagazione, il turno finisce a meno che non avvenga un’incursione di fastidiosi investigatori che dovranno essere affrontati a suon di incantesimi e risorse. Proprio dura la vita di un onesto cultista del Male! Poveretti, che vitaccia.

Al termine del dodicesimo turno, se prevista, si scopre la Carta Festival pescata casualmente a inizio partita e in attesa di rivelare i suoi effetti sulla cittadina al culmine dei festeggiamenti (si fa per dire). Talvolta lil Festival può ribaltare una situazione apparentemente senza speranza … ma anche no, soprattutto se il vantaggio tra il primo culto e il secondo è piuttosto consistente.

Kingsport's Festival: la plancia di gioco a fine partita
A fine partita, il tabellone di Kingsport’s Festival sembra uno schema di livello di Candy Crush Saga
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