Gli Angeli Sanguinari di Starquest serrano le fila

Per l’Imperatore! Una crociata a Starquest della MB

In origine si chiamava Space Crusade, ma quando nel 1992 è stato tradotto in italiano e distribuito nel nostro Paese venne ribattezzato Starquest, una versione light del più cupo Space Hulk.

Entrambi i giochi sono ambientati nel cupo mondo futuro di Warhammer 40.000 e lo scenario è il medesimo: un relitto spaziale potenzialmente pericoloso viene abbordato da una squadra di Legionari Astartes, i fortissimi Space Marine dell’Imperatore, la forza d‘elite dell’Umanità.

Mentre in Space Hulk i buoni sono una squadra di Terminator del capitolo degli Angeli Sanguinari e la partita si svolge tra due giocatori (uno controlla gli Space Marine Terminator, mentre l’altro gli xenomorfi Genestealer), in Starquest si può giocare fino a quattro giocatori: tre prenderanno il controllo di altrettante squadre di Space Marine regolari (per quanto possa essere definito regolare un bruto alto più di 2 metri, con cuore di riserva, polmoni ipertrofici, una forza iper umana e in grado di vivere per centinaia di anni), mentre un altro giocatore controlla gli alieni di diverse razze (Orki, Gretchin, Necron, Space Marine del Caos, Genestealer e il terrificante Dreadnought che ricorda da vicino l’androide avversario di Robocop nel primissimo film della saga del poliziotto cyborg con Peter Weller).

Gli Ultramarine di Starquest
Squadra Ultramarine a rapporto! Agganciato il relitto. Procediamo alla esplorazione del vascello.

Starquest è stato ideato da Stephen Baker nel 1990. Le miniature sono della Citadel, tutte rigorosamente in plastica dura con parti rimovibili. Ogni squadra di Space Marine è costituita da cinque modelli: 4 Astartes e un sergente. Ogni modello può essere equipaggiato con diverse armi ognuna con un effetto diverso.

Starquest: l'esplorazione del relitto spaziale da parte degli Ultramarine
Procediamo lungo il condotto principale. Fratello Maridis controlla le aree della nave con il bioscanner in cerca della presenza di xenomorfi ostili.
Starquest: gli alieni si avvicinano
Sergente! Il bioscanner rileva presenze potenzialmente ostili aldilà del portellone che conduce ai generatori al plasma!Preparate le armi, ma attenzione a non colpire i serbatoi, potrebbero contenere ancora materiale fortemente instabile e esplosivo.

Giocare una partita a Starquest è un’esperienza immersiva. I materiali che costituiscono la nave, tridimensionali e con una grafica eccezionale per l’epoca aiutano a calarsi nella parte di intrepidi Space Marine, pronti ad affrontare orde di creature ostili confidando nella fede per l’Imperatore.

Gli Orki danno l'assalto agli Space Marine
Orki! Orki dappertutto! Fuoco a volontà!

Un elemento che ho sempre apprezzato in Starquest è l’estrema varietà di nemici che i nostri prodi Space Marina possono affrontare durante una partita … come gli odiosi e pericolosissimi Genestealer tiranidi.

Starquest: l'attacco dei Genestealer
La squadra è perduta! La missione è fallita. Per la Terra e l’Imperatore spedirò all’inferno quanto più schifosi alieni potrò. Fine delle trasmissioni.

In Starquest i giocatori che controllano le squadre di Space Marine possono scegliere di utilizzare gli Ultramarine (blu), gli Angeli Sanguinari (rossi) o i Pugni dell’Imperatore (giallo). Ogni squadra può essere equipaggiata con diversi armamenti, anche pesanti, per essere più letale ed efficace a distanza o corpo a corpo.

Gli Angeli Sanguinari di Starquest serrano le fila
– Soldato Gunn, guardaci le spalle.
– Uomini, attenzione all’angolo. Quanto sono vicini, Fratello Karlsson?
– Dieci metri e in avvicinamento. Cinque cercano di aggirarci!
– Soldati, mirate l’angolo. Fuoco sul corridoio!
La marea di pelleverde attacca gli Angeli Sanguinari
Zi va! Noi zi va! Ekko ke noi zi va a mazzakrare omini!
Starquest: i cyborg necron
Uh, Oh!
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