I dadi di Bruges

Stefan Feld e l’interpretazione dei dadi a Bruges

Da poco mi sono avvicinato ai giochi di Stefan Feld, da sempre designer osannato e da me considerato troppo complicato. Mai opinione è stata tanto errata! L’occasione per conoscere le opere dell’autore tedesco è stata l’uscita in lingua italiana di Bruges per la DV Giochi. Poiché mi era stato assicurato che questo titolo era “tra i Feld, il più abbordabile”, ho deciso di investire i miei euri, sperando che il gioco non fosse eccessivamente impegnativo e molto divertente.

Il tavoliere di Bruges
Spacchettato e apparecchiato sul tavolo, Bruges presenta un fascino che non mi ha lasciato indifferente

Ebbene, lo è! Un plauso intanto al regolamento, tra i meglio scritti che abbia mai potuto leggere. Già dopo la prima lettura, Bruges scorre via molto veloce e raramente si è costretti a sfogliare il manuale per trovare delle risposte. Merito anche dei simboli sulle carte che consentono di capire immediatamente cosa si può fare e cosa no.

Il regolamento di Bruges
Bruges di Stefan Feld presenta il regolamento tra i meglio scritti che mi sia capitato di leggere: chiaro, completo e conciso

Si tratta di un gioco che si apprezza fin da subito e che scala bene con qualsiasi numero di giocatori. Già il fatto che il regolamento non cambi in base al numero dei partecipanti è un pregio. Ci sono giochi che vengono spacciati per poter essere provati in 2-4 o 2-5 giocatori, ma poi le versioni da 2 o da 5 hanno parecchie (troppe) eccezioni che quasi sembrano giochi diversi.

Come i giochi fatti bene, anche Bruges presenta il fattore “coperta corta”: ci sono tante cose da fare, ma, ahimé, non è è possibile farle tutte e quindi occorre prendere delle decisioni di lungo periodo (strategiche). In particolare, almeno nelle partite che ho potuto fare, l’elemento più critico è sempre stato la penuria di denaro!

Bello anche il meccanismo dei dadi, che a ogni turno consentono di giocare più o meno convenientemente i diversi personaggi della città e che fanno scattare le disgrazie: alluvioni, pestilenze, complotti, saccheggi e incendi!

I dadi di Bruges
L’alea in Bruges è incarnata del simbolo stesso del caso: i dadi!
Le sfighe di Bruges
Pestilenze, complotti, alluvioni e altre sfighe. La vita a Bruges non è sempre idilliaca

Il numero di carte e di personaggi è davvero elevato. Ecco, se vogliamo trovare un difettoBruges potrei dire che la varietà di carte e personaggi è tale che all’inizio può spiazzare. A ben vedere, ogni potere si ripete per ciascuno dei colori, ma resta indubbiamente la difficoltà di ricordare così tanti personaggi. Che poi è un’esercizio abbastanza sterile, poiché non è detto che tutti i personaggi entrino in gioco durante la partita.

I personaggi di Bruges
Bruges possiede una varietà incredibile di personaggi, ma dopo un paio di partite si comincia a intravedere uno schema per le abilità dei vari “tipi”

Ma aldilà di questa osservazione (ripeto, per me è un difetto molto relativo), una partita a Bruges soddisfa parecchio e ha una durata contenuta. Cosa chiedere di meglio?

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